QUALI IMMAGINI SERVONO PER RACCONTARE UNA STORIA?

Un racconto visuale è molto simile alla scrittura. Un libro, un racconto oppure anche un articolo solitamente sono composti da più parti: semplificando possiamo trovare un’introduzione, un corpo principale ed una conclusione.

Una storia può essere raccontata anche attraverso le fotografie, per farlo si ha bisogno di una o più immagini. Infatti, come uno scrittore descrive nel dettaglio personaggi, trame, ambienti, azioni, conflitti, gesti, ecc anche i fotografi attraverso la luce, le forme, la composizione e molti altri elementi creano storie visuali.

Ci sono tantissimi metodi e strategie per creare una storia fotografica.

Quando svolgo un servizio, che sia per un lavoro su commissione o un progetto personale, ricerco delle tipologie di scatto che ritengo una buona base di partenza per raccontare attraverso le fotografie.

Questi scatti possono essere raggruppati in: Scatti Introduttivi, Scatti Medi e Close-Up

SCATTO INTRODUTTIVO

SCATTO MEDIO

CLOSE-UP

SCATTI INTRODUTTIVI

Questa tipologia di scatti mi piace pensarla come la sigla iniziale di un film. Tipicamente uso un’immagine panoramica per contestualizzare l’inizio della mia storia. Uno scatto di questo tipo, infatti, rende tutto ciò che non è familiare un po’ più comprensibile all’osservatore.
Particolari del paesaggio come la luce e il colore aiutano a trasportare l’osservatore nel luogo di scatto e farli percepire l’ambiente in cui si svolgerà la storia.
Una panoramica di due escursionisti che osservano la strada o uno skater mentre esegue un trick sono ottimi immagini iniziali.

SCATTI MEDI

Letteralmente: avvicinatevi, fate un passo in avanti! Gli scatti medi permettono all’osservatore di instaurare un rapporto più familiare con la storia. I personaggi e gli elementi determinanti prendono una forma più chiara ma sempre contestualizzata nell’ambiente già visto negli scatti introduttivi.
Oltre ad identificare i personaggi, gli scatti medi ci offrono dei dettagli su chi e cosa crea delle relazioni nella storia. Troveremo rappresentati le interazioni o le azioni che il soggetto svolge.
I ritratti fanno immedesimare molto l’osservatore, possono far capire chi è il soggetto e iniziare a notare i particolari che compongono la storia, come ad esempio l’ambiente urban dello skater o il vestiario dell’escursionista.

CLOSE-UP

Gli scatti ravvicinati sono spesso composti da immagini di dettagli, che aiutano a completare la storia.
Potete considerare questi scatti come gli aggettivi che i fotografi usano per descrivere una persona, un luogo o gli elementi della storia che devono essere raccontati.
Il particolare della mano che tiene lo skateboard, l’affidabilità della scarpa da trekking, stimolano l’osservatore ad immedesimarsi nella storia e a viverla in prima persona.

SCATTO INTRODUTTIVO

SCATTO MEDIO

CLOSE-UP

Tutte le regole sono fatte per essere infrante. Infatti non c’è un ordine preciso su quale tipologie di scatto va prima e quale dopo.

Si può benissimo iniziare a raccontare una storia da un Close-up, per enfatizzare meglio un concetto e poi spiegarlo nelle foto successive, oppure si può partire da una panoramica ed alternare Close-up a Scatti Medi per raccontare meglio il soggetto.

Che sia per una campagna pubblicitaria, per raccontare un evento o un viaggio il nostro obiettivo, come fotografi, è connettere, agganciare, colpire le persone che “leggono” la storia e trasmettergli un’emozione.